Eduard Manet e L’Impressionismo

Volendo affrontare il periodo Impressionista, la sua  origine intorno al 1860 a Parigi e i suoi sviluppi futuri, non possiamo non incominciare, con l’ artista, come raramente avviene  nella storia dell’ Arte, incarna il periodo del suo tempo: Eduard Manet.

Manet è il figlio della Borghesia francese nel periodo del suo massimo splendore , un uomo raffinato e  colto che  è in grado di rappresentare lo spirito della sua epoca, animato da un profondo impeto di vita e fiducia nel futuro, sentimento comune a molti dopo i Moti Rivoluzionari del 1848  e la nascita della Comune come anticamera della nascita della Repubblica.

 Manet incarna la concezione di vita, alla base del pensiero degli Impressionisti, quella di una società che nasce dalla tecnica, da uno sviluppo industriale senza precedenti e dalle sue capacità creative infinite,  una fiducia incondizionata nel progresso dell’ umanità non solo in senso materiale, ma come realizzazione di quei sentimenti liberali e civili propri di quel secolo.L’800.

In contrasto con ciò l’ultimo periodo del pittore, affetto da una grave malattia,  appare emblematico di un dubbio e di una trasformazione di quel sentimento  comune che diventerà profondamente pessimista nel 900. A tal proposito “Il Bar alle Folies Bergere, presentato al Salon di Parigi nel 1882, è un opera per cui l’artista ha lavorato in condizioni quasi disumane, per via della malattia che gli aveva paralizzato gli arti, e che lo obbligò nel suo ultimo periodo ad evitare tecniche ad olio, per limitarsi al disegno ed ai pastelli. Tecnica in cui il maestro raggiunse una grazia e una leggerezza inavvicinabili.

Eduard Manet 1881
“Il Bar alle Folies Bergere” Eduard Manet 1881

Tornando all’ultimo capolavoro di Manet “Il Bar alle Folies Bergere”Suzon, l’avvenente ragazza del bar, ha qualcosa di inerte nella sua bellezza immobile e assorta, gli occhi appaiono  spenti, per fatica o per noia, sotto la frangia dei capelli biondi.

In Contrapposizione con la sua immobilità lo specchio alle spalle moltiplica le luci e l’ animosità sul fondo,  tra i tavolini,  mentre scorgiamo l’uomo che sta parlando con la ragazza.

Gli occhi della ragazza, diventano la porta per vedere oltre la realtà, la facciata, fatta di luci e di elegante bellezza,  cala lasciandoci scoprire l’oltre,  l’ignoto , il vuoto dell’ esistenza.

Questa  inquietudine generale, travolse tutta la corrente impressionista, tutta  la fiducia nella società che tanto gli aveva spinti a celebrare la natura viene corrotta sul finire dell’ ottocento,  dalla concezione dolorosa  dell’ esistenza di un male recondito che mina la società e dal bisogno alla solitudine ed all’ isolamento, Sono passati pochi anni dalla presentazione della prima mostra del gruppo nello studio del fotografo Nadar (1874), ma è tutto passato. Nel 1883 mentre Monet si incontra sulla costa azzurra con Renoir, reduce da un viaggio ad Algeri e in italia, che lo spinse  ad una trasformazione dello stile, Monet, distrusse molti quadri, vinto dallo sconforto, nello stesso anno Sisley, duramente provato dagli anni di privazioni e incertezze vive e lavora a Moret, soffrendo sia moralmente che fisicamente..

Solo Pissarro, si sforza di mantenere vivo il sentimento di unità del gruppo, ormai irrimediabilmente perduto, e che si dissolverà nel 1886, nonostante l’Ottava esposizione  intitolata “la Grand Jatte” di Seurat riunisca ancora i reduci:Degas, Pissarrò Caillebotte e Morisot.

  Gia dal 1890, l’impressionismo ,comincia ad avere un considerevole riconoscimento, ma se ci si limita a considerare questa corrente artistica, solo come fautrice di un nuovo modo di interpretare la luce, con l’invenzione di una nuova tecnica pittorica, delle pennellate “ giustapposte”, si finisce per non comprendere fino in fondo il suo essere precursore dell’arte moderna del 900, soprattutto considerando i temi affrontati da questo nuovo linguaggio. L’Impressionismo è stato una nuova interpretazione del mondo, in primo luogo apre le porte ad una nuova sensibilità moderna, a partire dallo Shaftesbury, dai preromantici inglese,  passando per l’immersione dell’ uomo nella natura, come in Rousseau per giungere poi ai grandi temi in cui la materia pittorica diventa spirituale come in Corot prima e Courbet poi.

L’atteggiamento profondamente realista e sincero nei confronti di ciò che siamo in grado di vedere con i nostri sensi, portò L’Impressionismo  alla Pittura Pura, intesa come una pittura che non ha intermediari , che ritrae solo ciò che è in grado di cogliere, contro ogni finzione o artificio letterario o retorico.”Attraverso la sensazione, l’artista realizza la condizione della propria autenticità.” (Argan)

Convinzione che diventerà poi con i Realisti “ sincerità e sottomissione al dato reale come condizione inderogabile per assicurare la validità stessa dell’ opera d’Arte. (Argan)