Arte come fenomeno sociale

L’Arte non è un entità separata del mondo ma anzi è profondamente connessa con il reale fenomenico, in più all’ Arte non è concesso di restare nella dimensione individuale, perché l’Arte ha un’intrinseca vocazione sociale, anche se molto spesso l’artista non sia un esempio di socialità.

Questa vocazione deriva dal fatto che l’Arte ha necessità di un pubblico per definirsi, ed una interpretazione che ne medi la sua destinazione storico-artistica, ogni visione individuale non può restare nell’ambito del individuo che la crea ma deve manifestarsi in un atto che coinvolga la collettività. Come ogni forma di comunicazione l’arte ha bisogno di un emittente e un ricevente, basandoci su questa definizione è chiaro che l’Arte è e deve dire qualcosa a qualcuno, senza soffermarsi troppo sull’impatto sociale, oppure proiettando su tale impatto tutte le energia, e per questo si parla di Arte di Denuncia.

L’Arte in questo caso è il mezzo comunicativo col quale l’Artista pone l’attenzione su un problema. Questa funzione “politica” non può essere la sola altrimenti l’arte perderebbe un valore fondamentale: l’Autonomia.

Secondo Kandinsky il compito dell’arte dovrebbe essere quello di educare l’umanità, tale nobile scopo si può ottenere però più per il messaggio inconscio e subliminale dell’Arte che per la sua rappresentazione tecnica, perché l’Arte per quanto reale provoca dei sentimenti inconsci nell’anima di chi la osserva che trascendono la comprensione logica accomunandola al concetto di Assoluto, e l’artista al concetto di sacerdote che ha gli strumenti per connettere il suo gesto con l’umanità.

in un suo passo Kandinsky scrive:

“ L’artista non è un beniamino della vita; non ha diritto di vivere senza un compito, deve attendere ad un lavoro pesante, che diventa spesso la sua croce. Egli deve sapere che ciascuno dei suoi atti, dei suoi sentimenti, dei suoi pensieri costituisce il materiale sottile e imponderabile, ma solido, di cui sono formate le sue opere e che perciò non è libero nella vita, ma solamente nell’ Arte.”

Il ruolo dell’artista contemporaneo

Ogni volta che sono sul punto di creare una nuova opera, guardo il supporto che attende il mio primo gesto, e mi domando che senso ha tutto questo? A cosa serve questa ricerca continua e altalenante di nuove idee, visioni immagini mentali? Ogni artista almeno una volta alla settimana si pone delle domande esistenziali sul suo ruolo all’interno della società, come se non bastasse viviamo in una società in cui l’unico bene è il bene stesso e dove le cose sono solo proiezioni di una vita che vorremmo vivere, l’artista oggi che posto ha? Partendo dal principio che tutti hanno qualcosa da dire o almeno cosi credono, l’arte è espressione del proprio io, ognuno ha il suo stile, tecnica e poetica ma pochi secondo me ne comprendono il vero significato. Tutti vorremmo poter vivere di Arte, ma è chiaro che senza un progetto preciso di dove andare a finire il rischio di schiantarsi è molto alto.

Ho imparato che fare Arte con la A maiuscola, non è cosa semplice, non basta una buona idea, ed una buona esecuzione su qualche supporto più o meno originale, l’Arte è libera ed in quanto tale si comporta come un genitore assente, tu la ammiri e la cerchi ma lei non vuole saperne di te.  

D’altra parte sei l’ennesimo artista, secoli e secoli di artisti prima di te hanno raggiunto vette cromatiche e forme perfette che ti domandi e io chi sono? Ok so disegnare e dipingere, conosco le gamme cromatiche, le tecniche di pittura e disegno…

 Sono arrivato alla conclusione che: non importa chi sei o cosa sai fare l’importante è che il tuo messaggio sia contemporaneo

ah già beh…. contemporaneo ,….. ancora dipingo su tela come nel ‘500.

Non importa ognuno sceglie il suo. L’ Arte è comunicazione se così non fosse non ne capirei l’esistenza ancora oggi! visto che di opere mute ne vedo sempre fin troppe. Perciò il mio punto di vista è non smettere mai di fare creare e sperimentare, questo blog ne vuole essere un esempio, l’idea è là dove non ti aspetti, invece riguardo ai secoli di pittori cosa ne penso? Io amo studiare la Storia dell’Arte perché in essa scopro opere e suggestioni che mi fanno evolvere più velocemente, per questo motivo in questo Blog troverai sempre monografie ed opere di tutta l’Arte di cui riesco a trovare notizie. Questo blog vuole essere un aiuto per tutti per crescere allargare la nostra visione, imparare dal passato e farci forza, l’un l’altro.

La creatività artistica

creatività 
artistica

E’nato nell’Ottocento, con il movimento del Romanticismo e quello della Scapigliatura, il mito dell’ artista genio, l’artista viene inteso come depositario di capacità particolari e di intenzioni originali, spesso considerato “maledetto”, vive una vita solitaria, lontana dalla gente comune, in realtà come è stato ormai affermato “Artisti si diventa, non si nasce”.

Per creatività si intende la capacità di fronte ad un problema, di trovare e realizzare soluzioni, personali e originali, occorrono fantasia, ma anche capacità di analisi e e di sintesi.

occorrono molti modi per stimolare la creatività, e qui di seguito vorrei elencare quelli più efficaci.

Il Brainstorming (tempesta di cervelli) consiste nel formulare liberamente una serie di idee riguardo al tema o all’idea che si ha in mente, successivamente andremo ad organizzarle e valutarle, tra loro, parte o più potremmo trovare la risposta che cerchiamo.

Il Processo Causale, è la tecnica che uso maggiormente quando creo i fondi dei miei dipinti, ed è semplicemente giocare con i colori secondo la nostra sensibilità artistica dando origine a qualcosa di libero e inaspettato.

Altro metodo per stimolare nuove associazioni mentali è l’accostare realtà ed oggetti che non hanno un legame realistico ma concettuale. es come per l’artista Daniel Spoerri o la “testa di toro” di Pablo Picasso.