lettera aperta agli italiani

Oggi Domenica 29 marzo 2020, mi sono svegliato dopo il 19 esimo giorno di quarantena,

sfogliando le notizie sulla rete, ho visto il carosello che si stà cominciando a radunare attorno a  questi

sperati e tanto desiderati sostegni economici per tutti gli italiani.

Premetto che non sono un politico, sono solo un italiano cresciuto con l’ amor di patria e il  rispetto per gli altri, e di questo ne vado fiero, come vado fiero del mio paese, per ciò che ha rappresentato ma non per ciò che è divantato dal dopoguerra a oggi

La portata dei danni economici che questa apnea lavorativa causerà  non è ancora chiara a tutti, ma considerando che ancora annaspiamo nella crisi economica  iniziata  con l’ingresso dell’Italia  in Europa, mi pare evidente che il futuro sia  assolutamente cupo per la maggioranza degli italiani, se non addirittura senza  via di scampo, e sarebbe quanto meno sciocco e scellerato non prenderne atto.

Gli Italiani sono un popolo abituato a sopportare ogni sorta di condizione, come un grosso somaro costretto a scalare un pendio scosceso, gravato da  tonnellate di pietra sul dorso, ma queste pietre sembrano non finire mai, anzi ad ogni metro qualche aguzzino di turno, sia interno che esterno ai nostri confini, non fa che caggiungere ancora di più peso,  perché sa che noi non ci ribelleremo, e siamo  abituati  a sopportare qualsiasi condizione , pur di non esporci in prima persona per  far valere i nostri diritti

Io ho 40 anni, e vengo da una famiglia che ha dato  mente e cuore  per lo stato italiano, pertanto non posso continuare a rimanere in silenzio, quando il mio cuore ed il mio retaggio mi impongono di gridare.

Il mio intento, badate bene,  non è polemico,  perché sarebbe  egoistico quanto inutile, assolutamente  no

 il mio desiderio è  ricordare a tutti cosa è successo in passato puntualmente, ogni volta che la classe politica si è trovata ad affrontare un emergenza nazionale, un esempio per tutti: il terremoto dell’Aquila Cosa ricordate di quei momenti , oltre alla tragedia ed ai morti?

 io ricordo ancora le intercettazioni telefoniche nelle  quali i vari politici del momento si sentivano euforici per  le incredibili opportunità che di li a poco si sarebbero create  per loro, sia dal punto di vista economico, che dal punto di vista del potere che avrebbero raggiunto con quella o quell’altra carica  istituzionale o politica.

Ho ancora la nausea per quelle parole e mi rimbombano ancora da anni, e  quando in  questi giorni ho sentito le varie affermazioni messiatiche dei vari attori del teatrino dela politica,   ho capito che la storia si stava ripetendo .

La storia ci ha insegnato, purtroppo che la classe politica è assolutamente priva di umana compassione

Hanno per il popolo lo stesso amore che nella mitologia aveva saturno con i suoi figli, li divorò perché erano un impedimento al mantenimento della propria egemonia

 Ecco noi serviamo al governo come serve l’esca al pescatore ,in  tv appaiono tutti indistintamente  pieni di amor di patria, mossi dai più alti desideri, ma non è così, non lo è mai stato e sicuramente non lo sarà neanche questa volta.

Non dico che tutti siano degli sciacalli, ma chi non lo è  in qualche modo non arriva neanche a poterlo diventare, perché non è il merito che li pone al potere  ma la capacità di mimetizzarsi come fanno i rettili.

Il mio intento dunque è quello di svegliarvi dal torpore delle vostre  case ormai molto simili a delle tombe,

e non solo per via della quarantena ma soprattutto perché  siamo cadaveri viventi, molto simili a degli zombi, che continuano a muoversi senza una reale coscienza ne di se ne del proprio futuro.

 l’immagine che mi viene alla mente, per descrivere meglio ciò che vedo, è un allevamento di mucche, siamo in fila con i paraocchi da quando siamo nati, mangiamo solo quello che ci propinano, finchè non diventiamo abbastanza  grassi e pronti per la macellazione.

Volendo continua questa metafora bovina, secondo voi a che punto del percorso ci troviamo in questo momento?

 Sicuramente siamo belli grassottelli,  tutti ormai, visto che il pane in qualche modo sulla tavola riusciamo sempre a portarlo, pensate solo ai nuovi lavori sorti negli ultimi anni, tipo i corrieri per esempio, che per qualche euro l’ora  sono disposti ad anticipare il denaro per la benzina per portare a termine le varie consegne, e parlo per esperienza vissuta, in prima persona.

Dunque in questo percorso bovino dove siamo arrivati, secondo voi?

 beh secondo me non manca tanto alla pistola che ci scaglierà un bel chiodo di ferro nella fronte.

 Ed ancora perseveriamo nell’ ad obbedire e nel sopportare.

Abbiamo ingoiato tanto di quel amaro veleno da essere gonfi come palloni ma ancora non scoppiamo.

Che cosa deve succedere ancora?

Concludo questa lettera esortando voi tutti, miei cari compatrioti,  a fare attenzione alle parole  ed alle promesse che sentirete nelle prossime  settimane perché quello che vogliono non è il vostro benessere  ma il vostro voto.

Simone Siconolfi

Un Italiano  come voi.

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